PROGETTO "COME SIAMO BELLE"
Scritto da Redazione   
PROGETTO "COME SIAMO BELLE"
L’associazione culturale “Iniziativa Donna”, in collaborazione con la Commissione delle Pari Opportunità, rende noto il progetto “Come siamo belle”, rivolta alle adolescenti e giovani donne.

Per le motivazioni che nella presentazione che segue analizziamo più dettagliatamente, ci è sembrato utile chiedere la collaborazione e la partecipazione delle scuole, ritenendo che un coinvolgimento delle allieve possa essere utile, a loro per aprire un dibattito importante su una tematica che le coinvolge profondamente, a noi per conoscere e capire un mondo per molti versi separato e poco accessibile. 

Il progetto è aperto anche ad altri soggetti che intendono parteciparvi.

COME SIAMO BELLE!!!
L’identità, nell’adolescenza e nella prima giovinezza, ha molto a che vedere con la bellezza o la bruttezza.
La percezione della bellezza si basa sul confronto, il modello estetico al quale ispirarsi proviene in buona parte dal mondo in cui si vive.

Portare nel mondo il corpo che cresce e si trasforma, vestirlo, truccarlo è, per gli adolescenti, un impegno molto importante. I modelli vengono da molteplici fonti: mass media, pubblicità, internet.

Vi è poi il confronto con le amiche e le compagne di scuola: la ragazza paragona se stessa alle altre e se il risultato non è considerato soddisfacente, l’autostima ne risente e la propria corporeità può essere disistimata o rifiutata.

La relazione con la bellezza è considerata decisamente più importante che nel passato, la sottocultura dei mass media spinge a fare del valore estetico un valore indispensabile per avere successo e conquistare visibilità; l’obiettivo della televisione commerciale è creare dei modelli del corpo, della labbra, degli occhi, del peso, della pancia, delle gambe e, se non si è così si è fuori .

Il tema della bellezza è sempre stato centrale per le ragazze ma ora è importante notare come lo sia quello della bruttezza. Sono troppe le adolescenti e giovani donne ossessionate dalla convinzione di essere brutte e che quindi finalizzano la propria esistenza a modificare la propria corporeità per renderla più simile alle prescrizioni della società.

L’abbigliamento e il trucco non bastano più, ora si fanno tatuaggi, piercing e chirurgia estetica, non basta più cambiare la pettinatura o il colore dei capelli, bisogna manipolare la pelle e la stessa cultura della corporeità. 

Partendo da questi presupposti ci è sembrato utile affrontare queste tematiche con le protagoniste di questa evoluzione culturale cioè coinvolgere le ragazze stesse. Crediamo sia importante per loro dare sostanza a questa parte del processo di crescita provando ad analizzare pensieri e opinioni che mille volte avranno preso forma quando si sono guardate allo specchio.

Non è questo un problema secondario o superficiale, il giudizio e il voto che ognuna dà alla propria immagine contribuiscono in maniera determinante, nel bene o nel male, alla creazione della propria personalità.
Ci è sembrato anche interessante provare a fare un raffronto con le generazioni precedenti (magari anche di altre culture in un mondo meno globalizzato) provando a fare parlare le mamme o le nonne sia con le parole sia con le immagini di quando erano giovani. 

COSA PROPONIAMO 

Le ragazze che intendono partecipare (singolarmente o in gruppo) a questa manifestazione avranno due possibilità :

1) fare delle fotografie accompagnate da un breve testo in cui si analizza la propria immagine e in cui si prova a raccontare quelli che si considerano pregi o difetti, spiegandone le motivazioni.

2) realizzare un breve video con l’immagine di sé in cui la protagonista racconta e descrive la sua immagine analizzando quelli che lei considera qualità e difetti.

Alle partecipanti si chiede poi di portare una fotografia della mamma o della nonna scattata quando erano giovani e fare un confronto tra i criteri di bellezza di allora e quelli attuali. Queste osservazioni possono essere fatte dalle ragazze, dalle mamme, dalle nonne o preferibilmente da tutte quante.

Il materiale servirà alla realizzazione di una mostra. 

Questa operazione vuole essere un modo per entrare nel mondo delle adolescenti e giovani donne per capire e fare loro esplicitare il rapporto con il proprio corpo e il modo con cui viene presentato.

Al termine della mostra verranno premiate la foto e il video più significativi. 

Nell’ambito della premiazione verrà presentato il film “Body shopping” di Cristina Sivieri Tagliabue nel quale si raccontano gli eccessi della chirurgia estetica.

Per commentare l’iniziativa verranno invitate la regista del film e la storica Eva Cantarella. 

Il progetto dovrà essere presentato all’inizio del prossimo anno scolastico.

Nel febbraio 2014 dovranno essere presentati i lavori.

La mostra sarà realizzata nella tarda primavera 2014.

Associazione Iniziativa Donna Commissione Pari Opportunità
Comune di Abbiategrasso
Nunzia Nunzia Fontana (la presidente) Mari Temporiti (la presidente)


Dicembre 2013