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CONCORSO LE BUONE PAROLE - IL RACCONTO VINCITORE PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

PREMIAZIONE CONCORSO LETTERARIO "LE BUONE PAROLE" - DOMENICA 24 NOVEMBRE 2013

INIZIATIVA DONNA e L'ALTRA LIBRERIA

Amaga SpA - Città Slow - Comune di Abbiategrasso 

La sera di Halloween

Dieci persone a cena!

E ciascuna ha un problema: una non vuole il burro, l’altra non mangia verdure, poi c’è il vegetariano che annusa tutto per paura che una piccolissima particella di carne sia presente nel suo piatto.
Verrebbe da dire “ci vorrebbe una guerra!”
Mi blocco e penso “ma la guerra c’è, anzi ci sono molte guerre, non qui ma magari vicino alla porta di casa, e con la guerra la fame quella vera.” Mi si stringe lo stomaco. Troppo o niente.
Apro il frigo e c’è un bendiddio.  Il profumo del barolo nel quale ho annegato un bel pezzo di polpa di manzo invade la stanza e già m’immagino il succulento sughetto che a fine cottura, denso delle verdure tritate, insaporirà la carne tagliata in sottili fettine.

Caspita, mi ero dimenticata: Alberto è astemio, spero solo che oltre a non gradire la portata non rimanga nauseato dall’odore del vino. Va bene, mangerà vegetariano, come Loretta. Ho già pensato di prepararle una terrina di radicchio rosso trevigiano, con una spolverata di semi di sesamo, qualche scaglia di parmigiano, poco sale, una macinata di pepe, l’olio che ho portato dalla Puglia e un filo di aceto balsamico doc.

Oddio, dimenticavo, l’aceto deriva dal vino, niente aceto. Intanto metto a bollire le patate: per primo farò gli gnocchi, in queste serate autunnali si mangiano volentieri, e poi io li preparo veramente leggeri, il segreto sta nella giusta scelta delle patate e nell’usare poca farina. Con il sugo del brasato saranno ottimi. Dimenticavo, per Alberto li dovrò fare al burro e salvia, come per Loretta. Poi incomincerò a preparare i contorni. Ho deciso per i finocchi gratinati al forno con besciamella e parmigiano grattugiato.  Dimenticavo, Marina è allergica al formaggio e “a tutti i derivati del latte “, ha tenuto a precisarmi. Quindi dovrò pensare a un contorno in alternativa, scartando il radicchio con parmigiano di Loretta, il radicchio senza aceto di Alberto.

Potrebbero essere le cipolline all’agrodolce, che con il brasato stanno benissimo, saltate in padella con un po’ di pancetta, due cucchiai di aceto e due di brodo e poi cotte al forno, già caldo, per i finocchi gratinati. Naturalmente non andranno bene né per Loretta né per Alberto.

Un altro problema: Marco non è proprio un vegetariano ma per una scelta etica non mangia i mammiferi. Bene, ora devo subito scendere in macelleria a comprare un non mammifero: un pollo, una faraona, un’anatra, cos’altro non è mammifero? Opto per il pollo. Quasi mi stavo sbagliando dal macellaio e volevo comprare un coniglio, vederlo tutto nudo sul bancone mi sembrava come un pollo, per fortuna che mi sono ricordata che invece fa i coniglietti!

Pollo in umido: sedano, carota, cipolla, pomodorini, peperoncino, niente spruzzatina di vino bianco per via di Alberto. Bene, sono a buon punto, ora pensiamo agli antipasti. Avvolgo le prugne secche, naturalmente disossate, in una fettina sottile di speck e le passo al forno per qualche minuto, da gustare tiepide, in piedi, con un calice di Prosecco. Naturalmente per Alberto, Coca Cola al posto del vino, niente speck per Loretta vegetariana e Marco pro mammiferi. Alternativa: crostino con gorgonzola e noci? Bene per Loretta, Alberto, Marco, no per Marina e Gloria, quest’ultima assolutamente intollerante alle noci. Il dessert: tiramisù, tipico dolce veneto. Sbatto i tuorli delle uova con lo zucchero, monto a neve gli albumi, amalgamo il tutto con il mascarpone, oddio Marina non lo mangerà, imbevo i savoiardi nel caffè e lo compongo alternando strati di crema e di biscotti e spolvero tutto con del cacao amaro. Mi viene un dubbio: Loretta è vegetariana o vegana? Spero nella prima ipotesi e metto in frigo il dolce.

Mi sento frusciare qualcosa nelle gambe: è Milù.

Mi viene come un lampo il ricordo che una volta Elisabetta mi ha detto di essere allergica ai gatti. Prendo il povero Milù e lo chiudo in camera e arieggio la cucina. Con uno straccio umido passo il pavimento nell’eventualità che possa aver perso qualche pelo e causare infiammazioni alle vie aeree della mia amica.

Mancano due ore alla cena: guardo la cucina che mi sembra un campo da battaglia e comincio a riordinare. Finalmente è tutto a posto, a parte io. Vado a farmi una doccia e con l’accappatoio addosso e un asciugamano sui capelli apro l’armadio per scegliere un vestito. Deve essere comodo per muovermi con disinvoltura ma anche un po’ ricercato, non vorrei incorrere nelle solite critiche di Corrado per il mio modo, a suo avviso, sciatto di vestire.

Ed è a questo punto che un senso di nausea mi sale dallo stomaco e una pazza idea mi balena in testa. Cerco nella rubrica il numero di Francesca, lo compongo e alla sua risposta, tutto di un fiato le dico:

- Scusa Francesca, volevo avvisarti che da qualche minuto mi sono comparse delle bolle rosse sulla pancia, non penso sia niente di grave, ma mi spiacerebbe che fosse qualche cosa di contagioso, tu cosa dici?

E lei, nota per la sua ipocondria ossessiva:

- Oddio, potrebbe essere la quinta malattia ed io non l’ho avuta! Vai subito a letto, avviserò io gli altri, non ti preoccupare, andremo a mangiare una pizza, mi dispiace che non staremo assieme, ma sarà per un’altra volta. Ci sentiamo domani.

Un sadico sorriso compare nel mio viso e la mia nausea di colpo scompare.

Prendo le due pentole con la carne, le impilo una sopra l’altra e di corsa scendo la rampa delle scale che mi porta al piano sottostante e suono alla porta. Quando apre il giovane studente che con altri due abita l’appartamento, sfodero il mio migliore sorriso: “Buon Halloween”

E gli consegno l’inaspettato dono.  Approfitto del suo sbigottimento e dell’incredulità degli altri inquilini, che nel frattempo si sono affacciati alla porta, e di corsa ripercorro la rampa di scale. Solo qualche secondo e ricompaio con vassoio di gnocchi, terrina d’insalata, finocchi gratinati, cipolline, involtini con prugne e tiramisù. Auguro loro un buon appetito e di corsa ritorno a casa.

Finalmente chiudo la porta.

Sono le otto e quaranta: fra qualche minuto inizia il mio programma preferito, le avventure del noto commissario siciliano.

Accedo la televisione, mi sdraio sul divano, tra le mani ho una bella tazza di latte tiepido, i miei biscotti preferiti da inzuppare e accovacciato ai miei piedi, Milù che ancora mi guarda incredulo per l’inaspettata ma felicemente conclusa reclusione.

Franca Tamai - Trieste 

 
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