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Rassegna stampa
CREATURA DI SABBIA IN…CANTATA PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
22 MARZO 2006
Lo Haji, padre di sette figlie, prende una decisione tremenda: l’ottavo figlio, anche se femmina, sarà un maschio. Alla bambina viene dato il nome di Ahmed e le si insegna a vivere da uomo, il che significa una posizione privilegiata all’interno della famiglia, un ruolo di autorità e comando negato alle sorelle. Fin qui i vantaggi della sua condizione, ma a quale prezzo? Ahmed vede soffocata la propria identità femminile, è umiliata nel suo essere donna e costretta a sopportare il peso di una metamorfosi forzata, artefatta. Questo l’intreccio dello spettacolo organizzato da Iniziativa Donna e dalla Commissione Pari Opportunità. “Creatura di sabbia” il titolo della rappresentazione curata dal laboratorio “Parole & Note” con l’accompagnamento musicale dal vivo dell’ensemble vocale “Ancore d’aria” prende spunto dal libro dello scrittore maghrebino Tahar Ben Jelloun. Si tratta di parole rincorse da suoni, o meglio di un intreccio dove le parole e il canto prendono il sopravvento, scavalcando la trama del racconto. “Perché la storia ha inizio dove noi vogliamo porre il suo principio – recita Giorgio Personelli, voce narrante nello spettacolo – per questo leggiamo, raccontiamo l’autore e allo stesso tempo smontiamo e ricomponiamo i pezzi”. Altra figura presente sul palco Loredana Bugatti, attrice milanese, membro della compagnia di teatro per ragazzi “Pane e Mate”; recita e interpreta i brani immersa nei suoni e nelle atmosfere evocate dall’ensemble, in modo da stimolare l’immaginazione del pubblico che può vivere e trasformare i significati nel modo più congeniale. Protagonista dello spettacolo è anche il gruppo “Ancore d’aria” fondato e diretto dal 1998 da Oskar Boldre. L’attuale organico di sette voci propone un canto improntato al “non-linguaggio”, cerca cioè nuove possibilità di emissione e di espressione, rendendo più labile il confine tra suono e rumore. Grazie all’originalità e alla cura del repertorio, il gruppo vocale si colloca tra le proposte pionieristiche del settore a livello europeo.
 
GIOVANE, SIMPATICA, TORINESE LA SCRITTRICE DEL “NO-SELLER” PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
26 FEBBRAIO 2006
“Per prima cosa volevo ringraziarvi, perché io non mi sarei mai svegliata alle 10.30 di domenica mattina per venire a sentire Alessandra Montrucchio”. Così inizia l’incontro con l’esplosiva scrittrice venuta a presentare il suo ultimo libro “Non riattaccare”. Nata nel 1970 ha iniziato a scrivere a 14 anni: un romanzo rosa talmente brutto che, come confessa lei stessa, se ne vergogna ancora adesso. La svolta letteraria avviene nel 1995 quando vince il Premio Calvino. L’editore Marsilio pubblica questi racconti in un libro dal titolo “Ondate di calore” e anche un romanzo, “Cardiofitness”, che diventerà presto un film.La vicenda è ambientata a Torino, città della quale la scrittrice è orgogliosissima: è arrivata direttamente dal clima olimpico del capoluogo piemontese e ha raccontato emozioni e impressioni di questo evento. “Finalmente – dice – c’è stata l’occasione di accorgersi che questa città non è solo industrie, Fiat e Juventus.
 
LA GENERAZIONE CHE CREDEVA NEI SOGNI PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
19 FEBBRAIO 2006
C’era una volta una generazione che si poteva permettere di sognare. E che in quei sogni ci credeva, lottando per realizzarli. Era la generazione che era giovane negli anni Sessanta e Settanta e che davanti a sé aveva un orizzonte aperto ancora da esplorare. A raccontarci di loro e di come vivevano pensa Serena Zoli, giornalista del Corriere della Sera, classe 1943, come ci dice lei stessa, per nulla preoccupata di confessare la sua età, che porta con entusiasmo e freschezza. Romagnola doc, la Zoli ha vissuto gli anni del boom economico, delle manifestazioni e delle lotte per i diritti civili e li ha raccontati con i suoi articoli e le sue inchieste. E’ per questo che ora, osservando la realtà quotidiana e notando i vorticosi cambiamenti della nostra società, si chiede che cosa possa riservare il futuro alle generazioni che sono giovani oggi. Il suo libro, dice, sono proprio i più giovani a doverlo leggere per capire quanta fatica ci è voluta per conquistare quei diritti che ai nostri giorni sembrano scontati, ma che sono stati ottenuti a prezzo di lotte e rivendicazioni. L’autrice de “La generazione fortunata” invita a riflettere sulle conquiste che arrivano dal passato e che oggi rischiamo di perdere se non iniziamo nuovamente a far sentire la nostra voce. I diritti sindacali per esempio sono stati scardinati dalle fondamenta grazie al lavoro precario e alla delocalizzazione delle aziende che indeboliscono la coscienza e la coesione dei lavoratori, togliendo loro ogni possibilità di scelta e di decisione. E lo stesso si può dire per i diritti conquistati dalle donne: “le ragazze di oggi sembrano dimenticarsi della rivoluzione che ha portato all’emancipazione femminile e cercano di omologarsi alle veline e a quelle figure femminili propinate dalla società che appartengono alla cultura maschilista”.
 
SERENA ZOLI – IL TEMPO DEI SOGNI PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
19 FEBBRAIO 2006
Un salotto amichevole, appassionato e appassionante. Questo era il clima che si respirava al Castello, dove la giornalista Serena Zoli ha presentato il suo libro La generazione fortunata.
Un saggio che parte dai ricordi personali dell’autrice per approdare alle vicende che si sono consumate a livello internazionale negli anni che vanno dal 1935 al 1955. Una storia che presenta i suoi personaggi stagliati sullo sfondo di un contesto in continuo cambiamento: dal primo dopoguerra al secondo conflitto mondiale, fino al clima di rinascita che caratterizza gli anni del miracolo economico italiano. Nel mezzo c’è lei, la “generazione fortunata”, quella “che ha condotto le carovane sulla scia delle utopie nascenti”, quella che ha lottato per conquistarsi un posto nel futuro, lasciandosi per sempre alle spalle il “medioevo dei costumi e dei valori”. Basta con la concezione di una donna sottomessa al padre o al marito, basta con l’obbligo esclusivo di accudire casa e famiglia. Pronte invece per la conquista del mondo e l’emancipazione.
“Parlo delle persone nate in questo ventennio come di una generazione fortunata, perché loro, al contrario dei giovani d’oggi, avevano dei sogni da rincorrere – spiega la Zoli. – Faticare era indispensabile almeno quanto lo è per i nostri figli, ma la prospettiva era diversa: non lavori a tempo determinato, ma infiniti orizzonti. Ognuno poteva scegliere cosa amava fare e da qui arrivare a farlo”.
“Le conquiste cui io e i miei coetanei abbiamo assistito, oggi sono messe in pericolo. Il compito di giovani ed educatori è conoscere il passato per poter difendere nel tempo quei valori che sono alla base della società civile”.
 
LA PICCOLA E LA GRANDE STORIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
12 FEBBRAIO 2006
“L’idea di scrivere inventando è stata molto strana per me. Come attraversare le cascate del Niagara, buttarsi nel vuoto dell’invenzione. Per questo all’inizio mi sono appoggiata alla storia”. Un po’ di storia, infatti, c’è anche in quest’ultima pubblicazione che è composta di cinque racconti. I primi quattro parlano della “piccola storia” e protagonista è la piccola borghesia: anzi, dice la Morazzoni, c’è anche un po’ della sua vita in questi racconti. Il quinto invece appartiene a un registro diverso: racconta di un incontro immaginario tra Lorenzo Da Ponte e Goethe.
“Un incontro tra un uomo di grande esito, l’autore per eccellenza di lingua tedesca del suo periodo e un altro che ha solo sfiorato il successo”. Lorenzo Da Ponte, librettista di Mozart, pur avendo contribuito massicciamente al successo delle opere del grande musicista è sempre rimasto una figura marginale. La Morazzoni gli ha restituito un po’ della gloria che meritava.
 
MARTA MORAZZONI RACCONTA COME E’ NATA LA SUA VENA NARRATIVA PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
12 FEBBRAIO 2006
Improvvisare il più possibile. Abbandonare il vincolo di genere con cui viene etichettato ogni libro in uscita. Così si diverte Marta Morazzoni, vent’anni di fiorente scrittura alle spalle, ospite di Iniziativa Donna e L’Altra Libreria per la presentazione del suo ultimo testo, Un incontro inatteso per il consigliere Goethe. Il suo modo di affrontare la pagina bianca è stato definito “semplicemente bello” (bello con grande semplicità), capace di una “puntigliosa leggerezza”.
“A darmi l’idea di reinventare due personaggi del calibro di Goethe e Da Ponte – spiega la Morazzoni – è stato il fascino che entrambi hanno da sempre esercitato su di me. Un confronto immaginario tra un uomo completamente realizzato, di cui tutto il mondo ha riconosciuto la vena artistica, e un individuo che ha vissuto solo grazie al fascino delle opere mozartiane che ha contribuito a creare.
Quando è scattata la molla che ha spinto una professoressa liceale a cimentarsi con la scrittura? “Che una molla sia scattata è evidente, quello che non so spiegare è il motivo. Ho cominciato ad appuntare su un foglio bianco i miei interessi quando mi sono dovuta scontrare con l’ostacolo della tesi di laurea e da lì non sono più riuscita a fermarmi, almeno finora”.
Ma un segreto Morazzoni ce l’ha. “A mio parere a fare di una narrazione un successo sono la passione e la partecipazione che l’autore stesso fa emergere. Se ci sono questi due elementi il divertimento è doppio, per chi scrive e soprattutto per chi legge”.
 
LE DONNE ABBIATENSI MESSAGGERE DI PACE PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
8 GENNAIO 2006
C’è anche l’associazione Iniziativa Donna tra i candidati dell’annuale “Premio per la Pace 2005” istituito nel 1997 dalla Regione Lombardia. Roberto Formigoni, presidente della Regione, e la Giuria hanno già deciso di premiare la cantante israeliana Noa, la cooperante Clementina Cantoni , padre Charles Hewawasan e Don Mauro Insoli. La quinta persona o ente a cui destinare il premio sarà invece scelto dagli utenti di internet che potranno votare tra una rosa di nomi collegandosi al portale www.regione.lombardia.it
Proprio in quest’ultima sezione figura anche l’associazione Iniziativa Donna.
“Certo, questa nomination al Premio per la Pace è giunta inaspettata e ci rende particolarmente felici – dichiara Daniela Colla -. Personalmente non ritengo ciò un punto d’inizio o di arrivo, ma una tappa di un percorso che l’associazione ha deciso di imboccare. Siamo un piccolo gruppo di provincia che però, evidentemente, con le proprie iniziative ha colpito nel segno”.
 
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