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Rassegna stampa
"Italia persa. Ma ci siete voi..." PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

14 febbraio 2010

Quando parla Lella Costa non c’è tema che rischi di apparire troppo banale. La parlantina fitta, l’istinto ironico letale, la sincerità senza se e senza ma, ne fanno una di quelle persone che ascolteresti per ore.

Parla di Morgan, di Adriano Sofri, grazie al quale ha conosciuto la realtà del carcere e di Gino Strada. “Come dice Noam Chomsky, grande intellettuale e amico di Gino Strada, contro la parola guerra bisognerebbe condurre la stessa battaglia che è stata fatta contro la parola schiavitù. Andrebbe bandita, resa indegna. Sarebbe già qualcosa.”

Si parla del nostro paese perso, “scientemente saccheggiato da un punto di vista economico, culturale e morale. C’è un impoverimento etico incredibile.” È tutto perso, allora? “No, perché la gente vera ha voglia di cambiare e anche perché in Italia esistono realtà come la vostra. Un tempo credevo che le città più grandi fossero più vitali, che producessero cultura e occasioni sociali. Da 15 anni a questa parte invece sono le piccole realtà ad essere più vive e propositive”.

 
Opus Dei, "la realtÓ dietro la facciata" PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

7 febbraio 2010

Un conto è ironizzare in astratto sul cilicio e le mortificazioni corporali, guardare con sospetto il potere politico-finanziario dell’Opus Dei, conoscere vagamente i metodi utilizzati dalla “milizia di Dio” nella sua opera di proselitismo e di “militarizzazione” delle coscienze. Un altro è ascoltare l’esperienza viva, concreta, di Emanuela Provera e Umberto Corbellini, due persone che ci hanno creduto e che hanno sacrificato anni della loro vita alla causa, uscendone moralmente e psicologicamente a pezzi, decisi a denunciare i metodi a cui sono sottoposti i cosiddetti “numerari”: “la prassi del controllo mentale, l’obbligo di fare testamento donando tutti i beni all’Opera, la sofferenza psicologica a cui si viene sottoposti, la mancanza di contatti con l’esterno, il reclutamento a 15-16 anni, con l’invito a non dire niente ai genitori”.

Emanuela Provera ha fatto parte per 14 anni dell’Opus Dei. È entrata 17enne e ha lasciato l’Opera nel 1999; sei anni dopo ha collaborato con Ferruccio Pinotti alla realizzazione del libro Opus Dei segreta.

Da quell’esperienza è nato un forum di ex numerari e l’esigenza di uscire allo scoperto.

“Il mio non è un libro ideologico. Non voglio oppormi alla Chiesa cattolica, di cui faccio ancora parte e che continuo ad amare. Esiste un fenomeno sociale collettivo, che è quello degli ex numerari che escono dall’Opus Dei, ed esiste secondo me la necessità di raccontarlo”.  

 

 
La poesia entra in Castello con Paolo Valentino PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

25 ottobre 2009

Musica e poesia, parole e bel canto, un perfetto connubio di recitazione, lettura ed esecuzione canora e musicale: così è stata la presentazione del libro di poesie “Il ragazzo che scompare” di Paolo Valentino.

Accompagnato egregiamente dagli amici Alba Beretta alla voce e Ivan Donati, tastiera e voce, lo scrittore rhodense ha condotto il pubblico attraverso il suo ultimo libro, proponendo una selezione di poesie, accompagnate dal racconto dell’autore circa le suggestioni e le dinamiche che portano un giovane ad avvicinarsi alla poesia.

Una raccolta “Il ragazzo che scompare” che vede come protagonista un giovane che, sdoppiatosi in sette personaggi diversi, racconta il mondo ed esplora le possibilità che il mondo stesso riserva, con la ricchezza di prospettive che deriva dall’essere prima un esploratore, una vedetta o un architetto, poi un profeta, un cuoco e un guerriero e infine, con un pizzico di pascoliana memoria, un piccolino.

Un poeta dei giorni nostri, attento e abile nel tratteggiare con la penna le realtà, le contraddizioni ma anche le bellezze della società contemporanea.

 
Regina di fiori e di perle PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

24 aprile 2009

"Non si è parenti solo se si ha lo stesso sangue, ma anche se si mangia lo stesso pane”: questa la frase pronunciata da Gabriella Ghermandi attraversando la sala per condividere un pezzo di pane con il pubblico presente e che ha concluso il racconto della sua vita e del suo ricongiungimento con la sua terra d’origine.

Gabriella Ghermandi, una donna italo-etiope-eritrea la cui famiglia ha subito anch’essa i mali della guerra, una guerra per il territorio e per il prestigio dell’Italia di Mussolini, compiuta a dispetto della vita di molte famiglie autoctone in Eritrea ed Etiopia.

Gabriella Ghermandi ha raccontato il suo libro “Regina di fiori e di perle” accompagnata dalla bellissima musica di Gabriele Biei, trombonista, e dalla chitarra e dalle percussioni di Taté Nsongan.

Un binomio quello tra racconto e musica che è stato in grado di evocare gli stati d’animo vissuti a quei tempi dalla famiglia di Gabriella e da lei stessa negli anni successivi.   

 
Il buio oltre la porta PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
 

8 Marzo: appuntamento con un gruppo di amiche per celebrare nel modo più classico la festa dedicata alle donne. Una cena qualsiasi, accompagnata da uno scambio di opinioni su un argomento di attualità: la violenza domestica. E l'esclamazione tipica: “Per fortuna noi non abbiamo quel genere di problemi!”. Un gesto di sollievo compiuto alla leggera. Poi l'inferno. Una cascata di emozioni ha investito Nicoletta Sipos: nelle orecchie la confessione dell'amica, flagellata da 18 anni di pestaggi. E' nata cosi l'avventura editoriale che ha condotto l'autrice a confrontarsi con la violenza. La risposta è “Il buio oltre la porta” (edizione Sperling & Kupfer). La vicenda narrata nasce dalla ricostruzione scrupolosa che Alice, nome di fantasia, ha scelto di mettere sotto i riflettori, non senza ripensamenti in corso d'opera. Tutto per uno scopo: aiutare che ha fatto del silenzio la sua ragione di vita. “Perché non si può vedere quello a cui non si vuole dare attenzione – spiega d'un fiato l'autrice – Tutto è cominciato dopo una inattesa chiacchierata, arrivata dopo una serata di divertimento. Trascorsi due mesi, consapevole del potenziale dirompente di questo volume, ho dato le pagine all'editore”. “Il mio è un racconto forte, per certi tratti scomodo – prosegue Nicoletta – ma non quanto lo sarebbe stato raccontare fino in fondo l'orrore celato dietro ogni schiaffo. Non ho cercato l'esagerazione; ho coltivato l'ambizione di farmi portavoce di un fenomeno troppo diffuso. Perché dire ad alta voce l'indicibile – conclude – aiuta altre donne a denunciare i carnefici”.

 
Noi due come un romanzo PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
 

Effervescente. Imprevedibile. Indomabile. Un trattamento che difficilmente gli abbiatensi potranno dimenticare quella che Paola Calvetti ha riservato agli appassionati lettori. L'occasione è stata la presentazione del suo ultimo lavoro “Noi due come un romanzo”, tradotto in sette lingue e pronto per diventare un film. Solare, amichevole e, nonostante la faticosa giornata di San Valentino trascorsa nel multicenter Mondadori la sera precedente per la maratona di letture d'amore, pronta a mettersi a disposizione del pubblico. “Ho cercato di unire tre generazioni diverse (50, 30 e 18 anni) – racconta la scrittrice – che chiedono solo di rispondere a un obiettivo: l'amore, nel senso più ampio del termine, declinato di volta in volta come affetto, tenerezza, bontà dei sentimenti”. “Sono stata – racconta poi- in America per visitare la biblioteca di cui racconto. Insomma ho vissuto ogni luogo narrato in prima persona. Anche perché io mi sento un po' come la mia creature. Sono un po' come la mia Emma!”. Finisce cosi, tra racconti di coincidenze che hanno ispirato la trama e vacanze organizzate all'ultimo per godersi la tranquillità, la “spassosa” mattinata dedicata alla cultura.

 

 
Mille anni a Pechino PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Febbraio 2008

 

Storia di un popolo e evoluzione di una nazione. Il nuovo testo di Renata Pisu, “Mille anni a Pechino”, edito da Sperling & Kupfer, si caratterizza per il suo essere guida turistica e, insieme, indagine sociologica su usi e costumi della società orientale. Un amore-odio quello che emerge dalle confessioni dell'autrice. “Ho cominciato a appassionarmi allo studio delle lingue straniere quando ancora ero u a ragazzina – racconta la giornalista – In seguito, grazie a una borsa di studio mi sono trasferita nella capitale del Regno del Sole, e li ho vissuto le passioni e i traumi di un'evoluzione troppo accelerata”. Pretesto per la narrazione l'imminente evento delle Olimpiadi: “Fortemente voluto dal governo per testimoniare l'equità tra i due mondi, l'oriente e l'occidente, che da sempre si guardano con non pochi sospetti”. Dovendo esemplificare la differenza tra europei e cinesi, la scelta, per la scrittrice, è quasi scontata: “A Pechino non esistono né Dio né legge. La convivenza è regolata da convenzioni e sanzioni pubblicamente accettate che, il più delle volte – testimonia l'autrice – derivano da modelli tratti dalla cultura secolare”. Il viaggio verso le terre esotiche lascia il posto nel finale a una riflessione più generale sulla voglia di confrontarsi con l'altro per imparare la cultura del rispetto nell'epoca del sempre più diffuso melting pot.

 

 
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